RAZZA STELLATA
Raja asterias Delaroche, 1809
Principali caratteristiche: è un pesce cartilagineo con il corpo depresso e suddiviso in disco e coda. Il disco ha la forma romboidale sviluppato più in larghezza che in lunghezza, con contorni ondulati. La coda è molto sottile e lunga. Il dorso è ricoperto da pelle zigrinata e presenta un’unica serie di spine nella zona centrale che si estende per tutta la lunghezza della coda. Il ventre è liscio e di colore bianco-grigiastro.
Pesca: nei nostri mari la razza stellata viene pescata con reti a strascico, reti da posta, rapidi e palangari di profondità. La pesca di questa razza non è soggetta a restrizioni particolari. Di questa specie sono commestibili solo le ali.
ACCIUGA
Engraulis encrasicolus (Euphrasen, 1788)
Principali caratteristiche: l’acciuga è un pesce di piccole dimensioni dal corpo affusolato con ventre liscio ed arrotondato. La testa è allungata con ampie aperture branchiali. La bocca, nella parte inferiore della testa, è grande ed oltrepassa il margine posteriore degli occhi, che sono di notevoli dimensioni e negli adulti presentano una membrana adiposa. La mascella inferiore, più corta della superiore, porta piccoli denti. L’unica pinna dorsale è situata circa a metà del corpo in posizione avanzata rispetto alle pinne anali; queste sono di piccole dimensioni e situate in posizione mediana. Le pinne pettorali sono sottili ed allungate e in posizione ventrale. Le squame sono presenti, ma facilmente staccabili. La colorazione, tipica delle specie pelagiche, è azzurra con sfumature verdastre sul dorso, argentea sui fianchi e sul ventre.
Pesca: si pesca, in particolare, nei mesi da marzo a maggio e da luglio ad ottobre con due sistemi, le reti da traino pelagico (volanti) e le reti da circuizione (lampare o cianciolo). È commercializzata fresca, congelata, salata, sott’olio, in salsa ed in pasta (succo salato e concentrato). La taglia minima di commercializzazione è 9 cm di lunghezza totale (Reg. CE 1967/2006).
SARDINA
Sardina pilchardus (Walbaum, 1792)
Principali caratteristiche: pesce pelagico di piccole dimensioni, ha corpo affusolato e leggermente compresso lateralmente. Il muso prominente ed acuto, presenta una bocca piccola con il labbro inferiore più sporgente del superiore. La pinna dorsale è unica e posizionata a metà del corpo, pinna anale verso la coda. Tutto il corpo, ad eccezione della testa, è ricoperto di grosse squame molto caduche. Ha i fianchi e il ventre bianco- argentei, mentre il dorso è verde-azzurro con riflessi iridescenti. Sul fianco, a partire dall’opercolo branchiale, e fino ad oltre la pinna dorsale, si allineano una fila di macchie scure, poco visibili in vivo.
Pesca: la pesca di questa risorsa avviene principalmente con rete a circuizione. Si pesca durante la notte con la tecnica della “lampara”, che attira i banchi attraverso l’impiego di fonti luminose. La sardina rappresenta anche un’importante cattura accessoria della pesca con reti a strascico. La valenza dal punto di vista commerciale è notevole, anche se negli ultimi anni si è avuta una diminuzione del consumo e quindi un maggior scarto della risorsa. La sardina può essere consumata fresca oppure conservata sotto olio o sotto sale. Questa specie ha una taglia minima di catturabilità di 11 cm (Reg. CE 1967/2006).
SUGARELLO
Trachurus trachurus (Linnaeus, 1758)
Principali caratteristiche: ha il corpo fusiforme, massiccio, poco compresso lateralmente. Il peduncolo della coda è molto sottile. L’occhio è grande e munito di due palpebre adipose ben evidenti. L’opercolo presenta una piccola macchia nera sul bordo, nel suo angolo superiore. La linea laterale è coperta da scudetti ossei embricati in numero variabile (da 69 a 79). Il colore è grigio-verde sul dorso, argenteo sui fianchi con riflessi iridescenti e bianchi sul ventre.
Pesca: questa specie è pescata con reti da posta di profondità o con reti a circuizione calate la notte con l’ausilio di una barca munita di una potente fonte luminosa, insieme ad acciughe e sardine. Il sugarello può essere anche pescato con lo strascico di fondo, lenze da fondo o da traina. Le carni sono buone e saporite in base al mare di provenienza. Non è però ugualmente apprezzato in tutte le regioni. Le specie del genere Trachurushanno una taglia minima di catturabilità di 15 cm (Reg. CE 1967/2006).
SUGARELLO MAGGIORE
Trachurus mediterraneus(Steindachner, 1758)
Principali caratteristiche: ha il corpo fusiforme, massiccio, poco compresso lateralmente. Il peduncolo della coda è molto sottile. L’occhio è grande e munito di due palpebre adipose ben evidenti. Anche in questa specie, come nel sugarello, è presente una macchia nera sul margine dell’opercolo. La linea laterale è coperta da scudetti ossei embricati in numero compreso tra 75 e 89, la cui altezza è minore del diametro oculare. Il colore è grigio-verde sul dorso, bianco-argenteo sui fianchi e sul ventre.
Pesca: la pescadi questa specie avviene con le stesse modalità di quella effettuata per il sugarello. Le carni sono buone e saporite in base al mare di provenienza. Non è però ugualmente apprezzato in tutte le regioni. Tutte le specie del genere Trachurus hanno una taglia minima di catturabilità di 15 cm (Reg. CE 1967/2006).
PALAMITA
Sarda sarda (Bloch, 1793)
Principali caratteristiche: ha il corpo allungato e fusiforme con coda grande e dai lobi appuntiti. La testa presenta occhi piccoli e bocca ampia con denti appuntiti e ricurvi all’indietro. La colorazione del dorso è blu scura spesso tendente al nero, mentre i fianchi e il ventre sono argentati con riflessi verdastri o azzurri.
Pesca: la pesca di questa specie è effettuata da pescatori professionisti e non. Può essere catturata con un’apposita rete da posta detta “palamitara”, con lenze di superficie e di profondità innescate con esche vive o artificiali e in quantità minore con reti a strascico. Ha carni molto buone, ma non apprezzate egualmente in tutte le regioni italiane.
PESCE SCIABOLA
Lepidopus caudatus (Euphrasen, 1788)
Principali caratteristiche: il corpo è estremamente allungato e compresso lateralmente, a mò di nastro. Il muso termina con una bocca molto grande e munita di denti aguzzi disposti in un’unica fila. La mascella inferiore è più sporgente rispetto alla superiore, che risulta leggermente incurvata. Gli occhi sono grandi. Presenta un’unica pinna dorsale che corre per tutta l’intera lunghezza del corpo, fino alla coda. Le altre pinne sono ridotte. La colorazione del copro è argentata.
Pesca: il principale attrezzo per la cattura di questa specie è lo strascico di fondo, anche se catture accessorie vengono registrate anche con reti da posta e palamiti di fondale. Le carni sono buone e delicate, particolarmente apprezzate nelle regioni meridionali d’Italia.
MUGGINE
Mugil cephalus Linnaeus, 1758
Principali caratteristiche: ha il corpo slanciato ed affusolato. Il capo è allargato, le labbra sono poco carnose. L’occhio è ricoperto da una membrana adiposa, che si estende davanti e dietro di esso lasciando solo una piccola fessura verticale in corrispondenza della pupilla. Le scaglie sul corpo sono di grandi dimensioni, mentre quelle sul capo sono piccole. La pinna pettorale presenta all’ascella una macchia nerastra. Il colore del dorso è bluastro quasi nero, mentre i fianchi sono argentei con striature di un grigio scuro.
Pesca: questa specie si pesca con reti a strascico, sciabiche e reti da posta. Si cattura in prossimità delle foci dei fiumi con particolari reti dette “mugginare” e bilance. Può essere catturata anche con nasse innescate con pane raffermo. Viene pescato comunemente con le lenze e di solito la pesca è preceduta da una fase detta di “brumeggio” che consiste nel gettare in mare piccole dosi di pane bagnato con formaggio grattugiato e interiora di pesci. La pesca avviene soprattutto in particolari condizioni meteo-marine (mare increspato, acqua torbida e vento di scirocco). Presenta carni sode e saporite che però non sono apprezzate su tutti i mercati. Infatti la bontà delle carni dipende molto dal luogo dove l’individuo vive. Viene comunemente allevato nelle lagune. Le uova di questa specie vengono utilizzate per fare la bottarga.
MUGGINE RAMATO
Liza ramada (Risso, 1826)
Principali caratteristiche: presenta una sagoma più snella di M. cephalus, ma il capo è più appiattito e ricoperto di squame fino all’estremità del muso. L’opercolo presenta una macchia dorata ampia, ma non molto vivida mentre è presente una macchia pettorale scura all’altezza della pinna pettorale.
Diffusione, biologia ed ecologia: è una specie comunemente diffusa in Mediterraneo ed Adriatico. Il muggine ramato è una specie gregaria e notevolmente eurialina, che si ritrova, oltre che nelle zone costiere, anche in lagune e corsi d’acqua dolci. Può raggiungere fino a 50 cm di lunghezza o poco più, ma è più comune tra 30 e 35 cm. Rovista preferibilmente su substrati fangosi ingerendo insieme al fango sostanze organiche e vermi marini. La riproduzione ha luogo tra ottobre e gennaio.
Pesca: la pesca è simile a quella del cefalo (M. cephalus). Le carni sono buone, sode e saporite.
POTASSOLO O MELÙ
Micromesistius poutassou (Risso, 1826)
Inglese: blue whiting; Francese: merlan bleu; Spagnolo: bacaladilla; Tedesco: blauer wittling
.
Principali caratteristiche: ha il corpo affusolato, leggermente compresso lateralmente. Possiede due pinne anali, la prima più lunga della seconda, e tre pinne dorsali. La mascella inferiore è leggermente sporgente rispetto a quella superiore. La colorazione è grigio-bluastra sul dorso, argentata sui fianchi fino a divenire bianca sul ventre.
Pesca: viene catturato con la pesca a strascico. Generalmente vengono sbarcati esemplari con taglie comprese tra 20 e 30 cm; quelli inferiori ai 15 cm vengono scartati, una volta catturati. Il valore commerciale è abbastanza basso, nonostante le buone qualità organolettiche e le grandi quantità catturate. È maggiormente apprezzato in Adriatico ed in alcune regioni tirreniche.
MOSCARDINO BIANCO
Eledone cirrhosa (Lamarck, 1798)
Principali caratteristiche: il mantello del moscardino bianco è ricoperto da numero piccole verruche ed appare di dimensioni e larghezza maggiori rispetto alla testa. Esso appare naturalmente di colore giallo-bruno chiaro, con una maculatura rossiccia: l’animale è in grado di cambiare repentinamente colore, divenendo più chiaro o più scuro a seconda dello stato d’animo e dell’ambiente circostante. Al di sopra dei grossi occhi sono presenti due cirri che valgono a questi animali il nome comune di “polpo cornuto”.
Pesca: il moscardino bianco è una delle specie commercialmente più importanti tra i cefalopodi e la sua pesca viene effettuata esclusivamente con imbarcazioni a strascico di fondo. Il suo apprezzamento sui mercati varia molto da regione a regione e soprattutto in relazione alla taglia di commercializzazione.
GRONGO
Conger conger(Linnaeus, 1758)
Principali caratteristiche: il corpo di questa specie è allungato e sub-cilindrico con il capo depresso e il muso lungo e arrotondato. Le labbra sono grosse e carnose e l’apertura boccale è molto ampia. I denti sono molto numerosi, piccoli e conici. Le scaglie sono assenti. Le femmine sono generalmente più grandi dei maschi e a differenza di questi presentano il profilo del capo concavo.
Pesca: questa specie viene pescata tramite reti a strascico, reti da posta, palamiti e nasse. Inoltre è una preda comune per i cacciatori subacquei anche se va trattata con molta cautela, dato che i suoi morsi sono molto dolorosi. Ha una carne molto saporita anche se molto spinosa, specialmente nella regione posteriore del corpo. Il grongo non è soggetto a particolari restrizioni, ma è una specie ammessa ai benefici (ritiro, aiuto al riporto) previsti dal Reg. CE 104/2000 (all. IV).
MURENA
Muraena helena Linnaeus, 1758
Principali caratteristiche: la murena ha il corpo allungato, serpentiforme con sezione ellittica fino al peduncolo caudale. La testa è piccola e compressa, con occhio piccolo e bocca molto grande, provvista di numerosi denti aguzzi, leggermente ricurvi all’indietro. L’apertura branchiale è ridotta ad un semplice foro. La pinna dorsale è abbastanza lunga e continua con quella anale mediante la pinna caudale. Sono assenti le pinne ventrali e pettorali. La murena è priva di scaglie.
Pesca: la murena si cattura con particolari palangari di fondo e con nasse. Difficilmente viene catturata con lenze in quanto avendo denti molto aguzzi, riesce a tagliare il filo. Inoltre anche se può essere facilmente arpionata non è poi molto semplice catturarla, in quanto se trova un appiglio nella roccia riesce, con la parte posteriore del corpo, ad opporre una strenua resistenza che molte volte fa desistere il pescatore subacqueo. Ha carni bianche commestibili ma piuttosto spinose e grasse. La pesca di questa specie non presenta alcuna particolare regolamentazione.
LANZARDO
Scomber japonicusHouttuyn, 1782
Principali caratteristiche: questa specie presenta un corpo slanciato e fusiforme, poco compresso ai lati e molto sottile al peduncolo caudale. La pinna caudale ha lobi separati e appuntiti. L’occhio è grande, coperto da una palpebra adiposa, trasparente, con fessura verticale. Il dorso è di colore bluastro con sfumature giallastre e numerose strisce vermicolari o puntiformi di colore nerastro, sparse sui fianchi. Fianchi e ventre sono di colore bianco argentato.
Pesca: si cattura con reti da circuizione, di notte, attirandolo con una potente fonte luminosa. Talvolta viene pescato accidentalmente anche con le reti da posta o con le reti a strascico. È anche facilmente pescato mediante lenze innescate con esche naturali o artificiali. Il lanzardo ha una taglia minima di catturabilità pari a 15 cm (Reg. CE 1967/2006).
TORPEDINE OCCHIUTA
Torpedo torpedo (Linnaeus, 1758)
Principali caratteristiche: è un pesce cartilagineo il cui corpo ha forma di disco piuttosto schiacciato in direzione dorso-ventrale. La coda è breve, robusta e carnosa con all’estremità una pinna abbastanza ampia. La bocca, piuttosto piccola e ovale, è disposta sul lato ventrale. La pelle del dorso è liscia.
Pesca: viene catturata con reti a strascico, sciabichelle e tramagli. Abbocca facilmente alle lenze o ai palamiti. Ha carni commestibili ma ritenute poco appetibili perché molli e di sapore delicato. La torpedine occhiuta, così come le altre specie appartenenti allo stesso genere, ha nel sangue una tossina il cui effetto si annulla con la cottura. La pesca di T. torpedo non è soggetta a restrizioni particolari.